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Omeostasi
del calcio e perdita di calcio nelle ossa durante l'allattamento
(Osteoporosis and Bone Loss during Lactation)
di Heidi J.Kalkwarf, PhD,
RD
da Breastfeeding Abstracts Agosto 1996
L'allattamento determina
un grande stress del sistema regolatore del calcio nell'organismo poiché
le donne che allattano perdono circa 210 mg di calcio al giorno nel
latte prodotto dal seno. Le donne che allattano inoltre vivono un prolungato
periodo di amenorrea post partum durante il quale sono relativamente
ipoestrogeniche [ossia presentano nel sangue un'insufficiente quantità
di follicolina, l'ormone il cui compito fisiologico è provocare la proliferazione
della mucosa uterina prima dell'ovulazione, n.d.r.]. In teoria sia la
diminuzione del calcio che l'amenorrea potrebbero contribuire a determinare
danni alle ossa durante l'allattamento, se non ci fossero in realtà
meccanismi di compensazione fisiologica per conservare il calcio e se
la capacità di assorbimento del calcio non aumentasse.
Se il calcio sia conservato
o no durante l'allattamento è stato il tema di diverse recenti ricerche.
Due potenziali meccanismi di conservazione del calcio sono l'incremento
del riassorbimento del calcio a livello renale (che risulterebbe dalla
minore escrezione di calcio nelle urine) e l'aumentato assorbimento
intestinale di calcio dal cibo. Gli studi mostrano che la minore escrezione
urinaria può realmente essere un modo in cui le donne che allattano
mantengono il calcio.1,2 Alcuni casi dimostrano che la conservazione
renale di calcio continua per diversi mesi dopo che l'allattamento è
cessato.3
È stato supposto che la
quantità di calcio assunta dal cibo sarebbe incrementata, nelle donne
che allattano, per venire incontro alle necessità dovute alla produzione
di latte, dal momento che questo tipo di compensazione è stata dimostrata
per altre specie animali durante l'allattamento e per la donna durante
la gravidanza.4 Studi recenti hanno comunque accertato che l'assorbimento
intestinale di calcio non aumenta nella specie umana durante l'allattamento.1,4,5
Attraverso specifiche metodiche di laboratorio (doppio isotopo costante)
è stato accertato che l'assorbimento intestinale del calcio è identico
nelle donne che allattano rispetto a quelle che non allattano. Curiosamente,
invece, aumenti nell'assorbimento intestinale del calcio sono stati
riscontrati in donne che da due mesi avevano cessato di allattare.5
È probabile che l'estrogeno giochi un ruolo importante nella regolazione
degli incrementi di assorbimento del calcio; nelle donne in cui è ripreso
il ciclo mestruale mentre ancora stavano allattando, è aumentato infatti
anche l'assorbimento del calcio.
Diversi recenti studi hanno
accertato che le donne che allattano perdono il 4-6% del contenuto minerale
osseo e della densità ossea in alcuni siti scheletrici durante i primi
3 o 6 mesi di allattamento. 6,8 Questa perdita ossea non è stata associata
con il calcio assunto con l'alimentazione6 e si verificava persino quando
le donne stavano seguendo diete ipercalciche.8,9 Durante l'allattamento
esse consumavano una media di 283 mg di calcio al giorno. Persino in
questo gruppo di donne il calcio supplementare non preveniva la perdita
ossea durante l'allattamento. In teoria donne che hanno diete povere
di calcio dovrebbero beneficiare al massimo del calcio supplementare
assunto. Se l'integrazione di calcio possa aiutare o meno a ridurre
al minimo la perdita ossea nelle donne di razza caucasica, che sono
ad alto rischio di osteoporosi, si attende da ulteriori studi.
Sebbene le ossa si impoveriscano
durante l'allattamento, la casistica recente indica che gran parte di
questa perdita viene recuperata dopo lo svezzamento.3,7,8 È probabile
che il ripristino delle funzioni ovariche post partum favorisca questo
cambiamento nelle ossa. Donne che allattano interamente al seno e per
le quali riprende il ciclo mestruale sei mesi dopo il parto, hanno un
minore calo netto della componente minerale ossea rispetto a quelle
che allattano ancora in condizioni di amenorrea in quello stesso periodo.7
Il ripristino fisiologico osseo dopo lo svezzamento o la ripresa del
ciclo mestruale sembrano accadere rapidamente. Interesse è stato espresso
riguardo al recupero dello stato fisiologico delle ossa in donne che
restano incinte poco dopo aver cessato l'allattamento al seno, poiché
la richiesta di calcio è ancor più elevata durante la gravidanza. Sowers
e i suoi collaboratori10 hanno dimostrato che donne che affrontano una
gravidanza poco distanziata da un prolungato allattamento non hanno
densità ossea alterata. Un altro esempio a riprova che il recupero osseo
è completo, deriva dagli studi epidemiologici dei fattori di rischio
per fratture da osteoporosi in donne anziane. Gli studi epidemiologici
hanno accertato che l'allattamento di per sé non è associato ad un accresciuto
rischio di osteoporosi in tarda età. Infatti, se si considerano la parità
e altri fattori di rischio, alcuni dati suggeriscono che l'allattamento
può attualmente essere piuttosto una protezione contro le fratture dell'anca.11
Qual è il ruolo di questa
transitoria carenza ossea durante l'allattamento? È probabile che le
ossa si procurino una riserva di calcio facilmente accessibile da utilizzare
poi per venire incontro alle necessità di produzione del latte; non
si esclude che esistano meccanismi deputati alla ricostituzione del
livello osseo fisiologico dopo che l'elevata richiesta di calcio legata
all'allattamento è cessata. Storicamente i nutrizionisti raccomandavano
alle donne che allattavano di consumare calcio supplementare per compensare
la perdita di questo minerale nel latte materno. Oggi la Razione Giornaliera
Raccomandata per le donne che allattano è di 1200 mg al giorno rispetto
agli 800 mg al giorno previsti per le donne che non allattano e non
sono in gravidanza. Per stabilire le richieste di nutrienti sono stati
usati più approcci, ma mettere in relazione fabbisogno dietetico e conseguenze
funzionali ha diversi vantaggi. Due conseguenze funzionali che l'assunzione
di calcio può determinare sono la concentrazione di calcio nel latte
materno e il contenuto di minerali nelle ossa della madre. Numerosi
studi hanno dimostrato che l'assunzione giornaliera di calcio attraverso
il cibo non influenza la concentrazione di calcio nel latte materno.12,13
Sebbene la maggior parte dei casi studiati dimostri che l'assunzione
quotidiana di calcio non previene l'impoverimento delle ossa durante
l'allattamento, non è chiaro se maggiori dosi di calcio possano ridurre
al minimo la perdita ossea durante l'allattamento o facilitare il ripristino
fisiologico osseo dopo che l'allattamento è cessato.
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Traduzione di Daniela
Canali
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
01/01/07
da jlm.
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