Articoli
dalle nostre riviste per genitori
Contro tutte
le previsioni
(Against all odds
)
Pubblicato in Da mamma a
mamma n. 57anno XVI autunno 1999
Quando, all'età di
16 anni, fui operata al seno a causa di un tumore benigno, il chirurgo
mi pronosticò delle difficoltà nell'allattamento... forse
avrei dovuto prestare maggiore attenzione alle sue parole!
I nove mesi di gravidanza
erano trascorsi senza alcun problema, le contrazioni erano arrivate
puntuali ed efficaci e il parto si preannunciava veloce e privo di complicazioni.
Quando Teresa nacque e divenne cianotica capii che qualcosa non avrebbe
funzionato. Il trasporto in elicottero fino all'ospedale di Padova,
l'intervento d'emergenza, la diagnosi: interruzione dell'esofago. Teresa
supera l'operazione ma le condizioni restano gravi e si sospettano danni
cerebrali.
Sono disperata, ma decido
comunque di provare a togliere il latte dal seno con un tiralatte elettrico.
Le difficoltà non sono poche: nel reparto di terapia intensiva
non c'è uno spazio per toglierlo, il personale mi consiglia di
smettere e alla bambina, che ora viene alimentata con un sondino, somministrano
latte artificiale mentre il mio latte è destinato ai bambini
con malattie metaboliche, che non possono assumere quello artificiale.
Dopo circa un mese la bambina
è un groviglio di fili, flebo, cannule. Mi sento una madre fallita:
stanchissima per il parto e per i continui spostamenti (l'ospedale dista
circa 40 Km), posso vedere mia figlia solo poche ore al giorno.
Riusciamo, grazie ad una
nonna agguerritissima, a trasferire Teresa in un reparto dove ci è
consentito starle accanto e somministrarle il latte materno con una
siringa attraverso il sondino nasogastrico. La bambina riprende peso
e comincia a crescere, crescere, crescere... Dopo qualche settimana,
la prima dimissione. Il peggio sembra passato. Siamo finalmente a casa
con nostra figlia. Siamo così felici, io e suo padre, di poterla
finalmente abbracciare! Ma non è finita.
Una sera, mentre Teresa sta
piangendo, cessa improvvisamente di respirare, perde conoscenza e diviene
cianotica. Corriamo disperatamente verso l'ospedale ed applichiamo intuitivi
metodi di rianimazione che hanno, per fortuna, successo. Il ripetersi
delle crisi respiratorie che si succederanno nei mesi successivi, i
nostri tentativi di capire quale tecnica di rianimazione sia più
adatta, il tenere sempre a portata di mano la bombola dell'ossigeno,
rende noi stanchissimi e la bambina sempre più irrequieta. Le
previsioni per Teresa non sono ottimistiche: ci vengono consigliati
un nuovo, delicato intervento chirurgico e l'applicazione di un sondino
direttamente nello stomaco.
Chiediamo ai medici di aspettare
ed intanto cerchiamo di osservare attentamente le reazioni della bambina.
Quando ha circa tre mesi torniamo a casa, togliamo il sondino, proviamo
ad attaccarla al seno e... sorpresa: contro tutte le previsioni, Teresa
impara lentamente a succhiare. E da quel momento fino a tre anni allattarla
è stato l'unico modo per farle assumere i liquidi, in quanto
i problemi di deglutizione sono continuati per molto tempo. Infatti,
mentre l'apprendimento del meccanismo della deglutizione di liquidi
da bicchieri o biberon è stato un processo lentissimo conclusosi
solo dopo il compimento del terzo anno d'età, fin dal primo momento
la deglutizione del latte dal seno materno non ha presentato grossi
problemi. Ho sempre utilizzato i benefici effetti del contatto pelle
a pelle e dell'allattamento per tranquillizzare e consolare la bambina,
nonché per assicurarle un'efficace copertura immunitaria (determinante
quando si trascorrono lunghi periodi in ospedale), un'alimentazione
completa e ricca di tutte le sostanze, presenti solo nel latte materno,
che permettono l'ottimale sviluppo del cervello (particolarmente importanti
per bambini che hanno avuto sofferenze celebrali). Per noi, insomma,
l'allattamento ha significato soprattutto la difesa accanita della normalità
e della serenità di nostra figlia. Ora Teresa ha quattro anni,
frequenta la scuola materna, ha imparato a bere e quindi non "ciuccia"
più dalla sua mamma, è una bambina vivace ed autonoma,
forse solo un po' gelosa della nuova sorellina. Ed io sono una madre
sorridente, anche quando sento dire che lo stress inibisce la produzione
del latte...
F. Bonato
L'ultimo aggiornamento è stato fatto il
02/01/07
da jlm.
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